Lunedì 10 Giugno 2013

Edifici ad Energia Quasi Zero: ora tocca all’Italia


(Rinnovabili.it) – Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il Dl. 63 del 4 giugno 2013 “Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per il recepimento della direttiva 2010/31/UE in materia di prestazione energetica nell’edilizia” entra immediatamente in vigore, spingendo anche l’Italia verso un patrimonio di “Edifici ad Energia Quasi Zero“.
 
Accanto alla proroga degli ecobonus per le ristrutturazioni, confermati al 50%, ed a quelli per l’efficientamento energetico con le nuove detrazioni 65%, il Dl.63/2013 riporta finalmente l’Italia in linea alle richieste europee sulle prestazioni dell’edilizia.
 
Sono costati cari al nostro Paese i ripetuti ritardi nell’attuazione prima della Direttiva 2002/91/CE e poi della Direttiva 2010/31/UE, sfiorando addirittura il deferimento alla Corte di Giustizia europea.
L’attesa è finita il 24 maggio, quando il CdM è ufficialmente licenziato la nuova normativa che modifica il d.lgs. 192/2005, emanato a suo tempo per il recepimento della Direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico nell’edilizia, ma carente sotto molti aspetti.
 
 
Edifici ad Energia Quasi Zero
 
L’obiettivo primario della Direttiva 2010/31/UE e quindi del Dl.63/2013 è la trasformazione dell’intero comparto edilizio in “Edificio ad Energia Quasi Zero” (Near Zero Energy Building -NZEB), imponendo a tutti gli stati membri di fissare i requisiti minimi di prestazione energetica per gli edifici esistenti e nuovi, garantire la certificazione energetica e disciplinare i controlli sugli impianti.
 
Da Attestato di Certificazione Energetica (ACE) ad Attestato di Prestazione Energetica (APE)
Tra le novità introdotte dal Dl 63/2013 troviamo anche indicazioni più precise sull’evoluzione dell’Attestato di Certificazione Energetica in APE, Attestato di Prestazione Energetica, definendo le indicazioni necessarie al miglioramento delle performance energetiche. L’APE dovrà essere redatto da professionisti qualificati e sarà obbligatorio in caso di costruzione, vendita o locazione e per tutti gli immobili della Pubblica Amministrazione.
 
Entro metà giugno 2013 – Metodologia di calcolo e requisiti minimi
Entro la metà di questo mese dovranno essere inviati alla Commissione Europea la metodologia di calcolo nazionale per la definizione univoca della prestazione energetica degli edifici, che dovrà tenere conto delle caratteristiche dell’involucro, degli impianti di climatizzazione e della produzione di acqua calda sanitaria. Inoltre verranno fissati i requisiti minimi di prestazione energetica in funzione dei costi ottimali da applicare agli edifici nuovi ed alle grandi ristrutturazioni in modo da conseguire livelli.
 
31 dicembre 2014 – Piano d’azione governativo
Per arrivare ad una definizione condivisa di Edifici ad Energia Quasi Zero, l’art.5 del nuovo Dl. 63/2013 stabilisce che entro la fine del 2014 dovrà essere redatto il Piano d’azione nazionale, indispensabile per chiare la definizione di NZEB, fissare gli obiettivi intermedi di miglioramento della prestazione energetica degli edifici di nuova costruzione entro il 2015, definire le politiche e le misure finanziarie necessarie alla  trasformazione del patrimonio edile in Edifici ad Energia quasi zero.
 
31 dicembre 2018 – Tutti gli edifici pubblici dovranno trasformarsi in NZEB
La direttiva europea e con essa il Dl. 63/2013 fissano come data ultima il 31 dicembre 2018, entro la quale tutte le strutture occupate o di proprietà di pubbliche amministrazioni, comprese le scuole, dovranno essere ad “Energia Quasi Zero” ovvero rispondenti a precisi canoni costruttivi all’avanguardia, rispondenti alla direttiva europea 2012/27/UE.
 
1 gennaio 2021 – Anche gli edifici privati dovranno essere “Edifici ad Energia Quasi Zero”NZEB
L’obbligo di arrivare ad avere un patrimonio di “Edifici ad Energia Quasi Zero” si estenderà anche al settore privato.

Fonte: http://www.rinnovabili.it/greenbuilding/edifici-ad-energia-quasi-zero-direttiva-576/

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